Le Wellness Shoes sono strumenti ergonomici che aiutano il nostro corpo a defaticare lo stress muscolo-scheletrico e psico-fisico. * Non possono essere sostituite a cure terapeutiche, chi soffre di patologie specifiche deve affidarsi a medici specializzati.
Patologie comuni dei piedi
Una rapida guida alle forme più comuni di patologie del piede


Le scarpe benessere, sono uno strumento necessario per camminare in maniera corretta e per andare incontro al bisogno del nostro organismo, di incontrare un terreno morbido e irregolare. Le patologie del piede, così come le patologie posturali più comuni, possono derivare da una postura scorretta e vanno curate anche con l'ausilio della giusta scarpa. Di seguito elenchiamo le patologie più comuni a danno del piede.
Fascite plantare

Fascite plantare è un'infiammazione causata da un eccessivo allungamento della fascia plantare fissaggio sul fondo del calcagno e si estende fino all'avampiede.
Tacco sperone

Uno sperone calcaneare si sviluppa come una crescita abnorme del calcagno. Depositi di calcio si formano quando la fascia plantare si allontana dalla zona del tallone, provocando una sporgenza ossea, o sperone calcaneare a svilupparsi.
Tendine d'Achille

Il tendine d'Achille o tendinite causa l'infiammazione e la degenerazione del tendine d'Achille, tendine di grandi dimensioni situato nella parte posteriore della gamba, che inserisce nel tallone.
Borsite dell'alluce

Una borsite dell'alluce è un urto di primo piano sulla parte interna del piede intorno al giunto dell'alluce. Questo urto è in realtà un osso sporgente verso l'interno del piede
Piede piatto

E' una patologia molto diffusa nel mondo occidentale. Consiste nella totale o parziale assenza della curvatura dell'arco plantare, che poggia quindi completamente a terra.
Piede cavo

Fenomeno opposto al piede piatto. In questo caso l'arco plantare è troppo sviluppato e il peso del corpo ricade solo su tallone e dita e non su tutto il piede in maniera uniforme.
Calli

La formazione di calli e calli ossei è un accumulo di cellule morte che si induriscono e si ispessiscono su una zona del piede.
Dita del piede a martello

Un dito a martello è una punta che si contrae al giunto centrale in punta, e può portare a forti pressioni e intenso dolore.
Metatarsalgia

Con questo termine si indicano tutti quei fastidi e dolori a carico delle teste dei metatarsi, area compresa tra le dita e il collo del piede.
Neuroma di Morton

Neuroma di Morton è un problema comune del piede associata a dolore, gonfiore e/o infiammazione di un nervo, di solito tra la terza e la quarta dita dei piedi.
Dita di Morton


Dita di Morton è un disturbo comune dell'avampiede, dove il secondo dito è più lungo l'alluce.
Dita dei piedi sovrapposte


Le dita si sovrappongono e può verificarsi in qualsiasi delle dita dei piedi. Può causare irritazione e problemi se non corrette.
Psiche & Scarpe
Scopri la nostra rubrica che mette in luce interessanti correlazioni tra Schiena, ernie, gambe, caviglie e carattere! »
Rubrica a cura del Dott. Giorgio Carnevale

Approfondimenti sulle patologie

Alluce valgo
E' uno dei problemi più diffusi nei piedi femminili. È causato dall'uso di calzature con tacchi troppo alti e troppo strette sulla punta. Spesso però l'origine è ereditaria. Consiste nella deformazione della prima falange dell'alluce, che si piega verso le altre dita generando una borsite, meglio conosciuta come cipolla o patata, nel senso opposto a quello di curvatura. È curata con un'operazione chirurgica ambulatoriale, chiamata osteotomia percutanea distale del primo metatarso, che ricolloca l'osso della falange nella giusta posizione. Subito dopo l'operazione, visto che il piede non va ingessato, si può camminare tranquillamente con delle calzature specifiche che permettono un appoggio congeniale evitando così l'insorgenza di ematomi o gonfiori.

Metatarsalgia
Con questo termine si indicano tutti quei fastidi e dolori a carico delle teste dei metatarsi, area compresa tra le dita e il collo del piede. Le cause di tali problemi sono di diversa natura: meccanica (come conseguenza del piede cavo, dell'artrite e dell'alluce valgo), a seguito di malattie (diabete, gotta) e congenita (predisposizione familiare a tali disturbi). Se trascurata, la metatarsalgia può generare malformazioni alla struttura del piede che cerca di compensare al dolore assumendo posizioni innaturali e dannose. Questa patologia grava quindi sulla funzionalità dell'avampiede, in cui il nervo plantare digitale viene compresso durante il movimento generando neuromi e artrosi.

Piede piatto
E' una patologia molto diffusa nel mondo occidentale. Consiste nella totale o parziale assenza della curvatura dell'arco plantare, che poggia quindi completamente a terra. Compare spesso a causa di una predisposizione genetica ma a volte può essere causato da fattori funzionali, che hanno portato la volta plantare a cedere, come l'obesità, scarpe non adeguate o debolezza muscolare. Alcuni studi hanno dimostrato che le popolazioni africane, presso le quali l'uso delle calzature è molto raro, hanno piedi sani e robusti e l'incidenza dei piedi piatti è molto rara. L'assenza dell'arco plantare, che secondo i principi della meccanica scarica il peso del corpo su tutto il piede in maniera uniforme, provoca dolore e stress sull'articolazione della caviglia, nonché una camminata scorretta che cerca di compensare un appoggio altrettanto sbagliato. Il piede piatto è spesso asintomatico e ci si accorge di averlo quando sono sorti altri problemi connessi come dolori alla schiena e ad altre articolazioni. Gli specialisti sono unanimi nell'affermare che il piede ha bisogno di essere lasciato libero di stare a contatto col suolo per una crescita corretta: lasciate quindi i bambini scalzi al mare o in giardino in modo che possano sviluppare delle articolazioni forti ed essere quindi al sicuro da patologie e malformazioni.

Piede cavo
Fenomeno opposto al piede piatto. In questo caso l'arco plantare è troppo sviluppato e il peso del corpo ricade solo su tallone e dita e non su tutto il piede in maniera uniforme. Questo fenomeno può essere sia di natura congenita che acquisita e ha ripercussioni sull'equilibrio dell'individuo che si ritrova una base d'appoggio molto ridotta rispetto a quella che dovrebbe avere. Nell'età infantile il disturbo può essere curato con l'aiuto di plantari ortopedici, mentre nell'adulto può essere necessario un intervento chirurgico (osteotomia, asportazione dell'osso, artrodesi). Le conseguenze più comuni dei piedi cavi sono le metatarsalgia, le contusioni e le distorsioni alla caviglia e il neuroma di Morton.

Neuroma di Morton
E' una metatarsalgia causata dall'iperplasia (crescita eccessiva) di un nervo del piede tra il terzo e quarto metatarso. Prende il nome da un medico che nel 1876 ne ha descritto i sintomi, il dottor Thomas G. Morton.
Sarebbe più corretto non chiamarlo neuroma bensì fibrosi perineurale, perché è causata dal continuo toccare del metatarso sul tale nervo.
È curato con iniezioni di cortisone ed eventualmente con un piccolo intervento chirurgico che permetterà di asportare il fibroma dal nervo.


Fascite plantare
E' l'infiammazione del tendine situato sotto il piede e che partendo dal tallone arriva sino alle dita. Il suo compito è quello di sorreggere l'arco plantare e può infiammarsi per diverse ragioni: dopo dei traumi, a causa di una postura scorretta, se si ha un arco plantare molto accentuato o con l'uso di calzature troppo basse che non sorreggono correttamente il piede e che non lo ammortizzano dai traumi della camminata, come ballerine o ciabatte. Si può curare attraverso iniezioni di cortisone, ultrasuoni, antinfiammatori, massaggi e stretching del piede. L'ortopedico può anche consigliare calzature con un tacco medio di 4,5 cm che permettono di scaricare il peso in avanti alleggerendo il tallone, dove generalmente il dolore è più acuto. È proprio sul calcagno che si concentra generalmente il dolore, soprattutto al mattino. Ciò è dovuto alla posizione dei piedi durante la notte: essi sono rilassati e la punta è rivolta verso il basso. I tendini quindi non sono sollecitati e al risveglio non riescono a reggere immediatamente la tensione esercitata dal peso del corpo. Questa infiammazione è molto comune nelle persone che praticano sport regolarmente e che quindi sottopongono il piede ad un lavoro importante molto frequentemente. Nel loro caso è consigliabile restare a riposo assoluto prima di intervenire farmacologicamente o meccanicamente.

Dita a martello
Le dita del piede sono curvate verso l'alto. È una delle conseguenze del piede cavo, di traumi, di neuropatie o dell'uso di calzature troppo strette sulla punta.
La falange distale, dove si trova l'unghia, è iperdistesa, così come quella prossimale, mentre quella intermedia rimane rigida.
Spesso sulle dita a martello sono presenti numerosi calli, dovuti al contatto con le calzature.
Tale problema può essere risolto attraverso un intervento chirurgico che rimodella le ossa e i tendini che determinano la forma innaturale delle dita.


Piede reumatico
Anche il piede soffre di reumatismi tipici dell'età avanzata. Questo disturbo è causato da un processo degenerativo che colpisce dapprima delle cartilagini, per poi modificare la struttura stessa delle ossa. Si aggiunge a questo l'assottigliamento dell'adipe sotto la pianta, che quindi si ritrova a non ammortizzare bene la camminata e il peso del corpo. Anche se si tratta di un disturbo di natura degenerativa, è possibile prevenirne gli effetti utilizzando calzature che consentono al piede di muoversi liberamente e di camminare mantenendo una posizione il più possibile naturale. I soggetti più colpiti dall'artrosi sono gli anziani ma l'incidenza familiare e i traumi possono favorire la comparsa.

Piede diabetico
E' una delle complicanze nei pazienti affetti da diabete. Consiste nella progressiva perdita di sensibilità del piede, che presenta ulcere e alterazioni cutanee che devono essere tenute sotto controllo. Se non guariscono possono evolvere nell'atrofia muscolare del piede o in un'infezione molto grave che a volte conduce all'amputazione dell'arto. Le cause si ritrovano negli effetti classici del diabete stesso, ovvero il restringimento delle arterie. Queste non riescono più ad irrorare gli arti inferiori che quindi si ritrovano ad avere una sensibilità molto ridotta ed essere soggetti perciò al freddo e a traumi o ferite che fanno fatica a rimarginarsi.

Piede di Charcot
E' una patologia poco conosciuta ma piuttosto grave a carico delle ossa del piede, che si frammentano deformando l'arto. Esistono diverse fasi di questo disturbo che non va ignorato né nella sua fase iniziale acuta né nella fase cronica. Il piede di Charcot è una delle conseguenze più gravi delle neuropatie diabetiche che si caratterizza dapprima con infiammazioni, dolori e microfratture e in seguito con una deformazione grave delle articolazioni e fratture diffuse. Più il piede si deforma più compaiono ferite e ulcere che possono infettarsi e infettare le ossa, rendendo necessaria spesso l'amputazione delle parti in causa. Nelle prime fasi si può intervenire immobilizzando il piede con uno stivaletto ortopedico specifico ed evitando che esso appoggi al suolo per evitare ulteriori fratture o lesioni.

Sindrome del tunnel tarsale
Fa parte della categoria delle sindromi da compressione nervosa, come quella del tunnel carpale, radiale e cubitale. I sintomi sono comuni e sono intorpidimento, alterazione della sensibilità e dolore a carico del nervo anteriore della tibia, all'altezza del collo del piede. Si agisce generalmente con l'immobilizzazione dell'arto per distendere il nervo e decomprimerlo dalla pressione che lo interessa. Se non ciò non fosse sufficiente si interverrà chirurgicamente. È causato da traumi e da calzature con tacchi troppo alti e può anche essere la conseguenza del piede piatto o cavo.

Alluce rigido
E' un disturbo caratterizzato dalla reale rigidità dell'alluce che non riesce più a piegarsi né ad essere piegato. Accade quando si forma uno sperone osseo proprio sulla testa del metatarso che blocca quindi tutto il dito. Tale problema provoca dolore sia nella deambulazione sia nelle altre attività che coinvolgono i piedi, come fare le scale o mettersi in punta di piedi. Le cause possono essere diverse: traumi ripetuti, artrosi e naturale invecchiamento dei tessuti e conseguente sclerosi degli stessi. La soluzione è spesso chirurgica: l'ortopedico interviene attraverso una procedura chiamata chelotomia, che consiste nella rimozione degli elementi che bloccano il movimento dell'articolazione, sostituendo le ossa in questione con delle protesi o attraverso l'osteotomia decompressiva, che va ad alleggerire il carico.

Sindrome di Haglund
In termini tecnici osteocondrosi dell'apofisi posteriore del calcagno, è caratterizzata da un osso del calcagno troppo sporgente che insiste sul tendine d'Achille provocando dolore. Essa compare generalmente negli sportivi, i quali sollecitano quotidianamente l'articolazione del piede, ad esempio con la corsa, e nei ragazzi in età dello sviluppo. Nella parte posteriore del calcagno può apparire un'irritazione cutanea che sfocia spesso in una borsite. La patologia può essere curata sia chirurgicamente sia attraverso il riposo. Molto spesso la sindrome di Haglund viene confusa con la spina calcaneare, altro disturbo caratterizzato dall'osso dello sperone troppo pronunciato.

Spina calcaneare
Disturbo spesso asintomatico, fatta eccezione per gli sportivi. È caratterizzato da un'infiammazione della fascia plantare che arriva fino al tallone e può comparire come conseguenza di una fascite plantare cronicizzata. La cura è direttamente collegata al tipo di vita del paziente: se è uno sportivo è necessario intervenire chirurgicamente in quanto la sollecitazione frequente della zona è molto dolorosa. Nel paziente sedentario è possibile somministrare una terapia farmacologica a base di antinfiammatori o prescrivere dei plantari su misura. La spina calcaneare viene spesso confusa con la sindrome di Haglund o con una semplice tendinite visti i numerosi sintomi comuni.

Piede paralitico
E' una delle conseguenze della poliomielite, la quale agisce a danno del sistema nervoso periferico. Tale malattia genera degli spasmi muscolari a carico degli arti superiori e inferiori, nel nostro caso è all'origine di quello che viene chiamato anche piede paralitico. Può generare la perdita completa della mobilità dell'arto e un indebolimento della muscolatura, fino anche all'atrofia.

Fonte: Luisa Fioravanti

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